Author: Redazione

[Recensione] Una società che, guardata con occhi femminili, assume contorni inattesi

Scrive Carlo Antonio Pescetti

L’ultima prova di Piero punta sulla simpatica carabiniere Paternò e la sua tenacia di investigatrice, con una partenza avvincente in cui a Rosaria Paternò si affiancano presto i co-protagonisti: il carabiniere Gennaro (“Dio quant’è bello”), il capitano Foderaro e la studentessa Hana. Quest’ultima diventa presto una vera deuteragonista, con uno sviluppo autonomo nel racconto. La sequenza degli omicidi e lo sviluppo delle indagini seguono un ritmo prevedibile, quasi convenzionale. Sembrano un pretesto per inquadrare il rapporto tra giovani donne e l’emergere delle loro vivaci personalità. Anche le figure maschili, compresi l’amato avvocato ed anche l’ambiguo amico Fabio, sono parte dello sfondo. Il brillante finale delle indagini, un po’ forzato, illumina una società che, guardata con occhi femminili, assume contorni inattesi. Godibile lettura, Piero, avanti così.

Un giorno a Kabul, il web-doc di Emergency

DA: STORIADIUNAPALLOTTOLA.IT

“La guerra è una bambina di sette anni con una pallottola in testa, in Afghanistan. Non è la prima e non sarà l’ultima: dopo quindici anni di guerra, le vittime civili continuano ad aumentare. Uno dei medici che ha cercato di curarla si ferma a guardare la pallottola: non si poteva far niente per fermarla, prima che finisse lì? Chi l’ha sparata? Chi l’ha comprata? Chi l’ha venduta? Il viaggio di quella pallottola è uno spunto per allargare lo sguardo alla spirale della guerra, le sue dinamiche, le sue responsabilità. La guerra riguarda tutti noi, e non si può umanizzare: si può solo abolire. Storia di una pallottola è un format che ha scelto diversi linguaggi per raccontare la guerra oggi. 

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Squarcio lettori: Giuliano.

Rispondo volentieri a due domande di una lettrice.

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